La filosofia dello studio: Chirurgia Estetica “Naturale”

Correzione, non spersonalizzazione

E’ il difetto che va rimosso, non la personalità: il paziente, attraverso la chirurgia estetica, ha bisogno di ritrovare se stesso in tutta la propria naturalezza, valorizzando, seppur minimizzando, difetti che se interpretati e corretti nella giusta maniera, possono divenire interessanti caratteristiche. Il lavoro del chirurgo plastico-estetico è sempre più affine a quello dell’artista che interviene sulle forme rivelando armonie nascoste, per restituire allo sguardo la libertà di guardare oltre.

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Compito del chirurgo plastico-estetico è “dirigere” la bellezza non verso il modello del momento, ma verso la scoperta della propria unicità. Si tratta di far combaciare il più possibile l’io corporeo con quello emotivo, di realizzare una necessità: far si che l’immagine rimandata dallo specchio sia quella che sentiamo dentro, quella con cui ci identifichiamo realmente… La nostra immagine riflessa può a volte ritrasmettere dei segnali e dei messaggi estranei alla nostra personalità ed alla nostra emotività, creando disorientamento, malessere e insoddisfazione. Ne può derivare un rifiuto parziale o totale della nostra immagine.

La bellezza è armonia di proporzioni

…e non inseguimento ossessivo della perfezione senz’anima

filosofia studio santancheLA PERFEZIONE INNATURALE – Dopo un periodo nel quale i difetti erano esageratamente corretti alla ricerca di una perfezione innaturale, da noi sempre osteggiata, oggi il paziente torna ad essere un “individuo” alla ricerca del proprio equilibrio interiore.
In fondo è bello ciò che rivela un’armonia di proporzioni e questa è la nostra ambizione. I nostri pazienti non cercano sperimentazioni inutili, bensì credono che nel corpo sia importante far convivere garbo ed intelligenza, senza inseguire l’ossessione della perfezione senz’anima.

ARMONIA DELL’INTERIORITA’ CON L‘ESTERIORITA’ – Il chirurgo plastico che si occupa di estetica deve avere non solo un innato senso della bellezza e dell’armonia, ma soprattutto la capacità di individuare in un viso o in un corpo quali sono i punti di forza che si possono evidenziare ed i difetti che si devono attenuare, nel rispetto della fisionomia e della personalità del soggetto in esame.
Entra in ballo la capacità introspettiva e l’abilità psicologica dello specialista, che deve riuscire a dedurre dalle richieste, più o meno espresse, quali sono le aspettative di ogni singola persona che a lui si rivolge e dovrà quindi indagare sull’impressione che questi riceve dalla sua immagine e riuscire a raffigurarsi quella che, invece, vorrebbe avere.

Solo a questo punto si potrà stabilire se l’intervento richiesto è idoneo o sufficiente a soddisfare le aspettative, o se si dovrà seguire una via diversa. Il chirurgo plastico-estetico è prima di tutto un medico, il cui compito è curare, curare il disagio estetico del suo paziente.

L’intervento non è il fine, ma il mezzo per ottenere il risultato, ed il risultato non è semplicemente il miglioramento estetico, perché anche questo non è che un mezzo: il mezzo cioè per risolvere il disagio del paziente e quindi guarirlo, permettendogli di ritrovare l’armonia fra la propria interiorità e la propria esteriorità.